Seminario Sakara e Luca Marinello 29 – 11 – 2008

Alessio SakaraAnni di impegno e sudore stanno finalmente dando il suo frutto dandomi oggi la possibilità di incontrare artisti internazionali delle arti marziali che con i loro sacrifici lasciano l’impronta nella grande storia degli sport da combattimento e nello studio del combattimento da strada.

Il 2008 è stato un anno pieno di incontri fatto da personaggi del calibro di Dan Innosanto, Richard Bustillo, Taky Kimura, Burton Richardson, Alessio Sakara e altri ancora e devo ringraziare il portale “il Guerriero” e il maestro Roberto Fragale di darmi la possibilità di parlare di alcuni di questi incontri.

 Inizierò con il parlare di Alessio Sakara, un giovane italiano che si stà facendo conoscere nel mondo per essere entrato, a suon di pugni, nella elite dei combattenti della UFC americana e che ho avuto il piacere di incontrare in un seminario da me stesso organizzato con altri membri del team di cui faccio parte;

Sakara aka “Legionarius” è attualmente uno dei pochi italiani entrato nel circuito UFC ed è considerato tra i migliori dieci atleti al mondo nella sua categoria.

Il circuito UFC è nato in Americaper trovare il combattente più forte del mondo, a prescindere dallo stile di provenienza, nel quale si combatte secondo le regole del MMA (arti marziali miste). L’MMA èprobabilmente la disciplina più completa di combattimento agonistico dato che per la sua natura, comprende tecniche diverse tra loro (dalla lotta a terra al pugilato), ed allena quindi ad un uso generale del proprio corpo.

Sakara nasce a Roma nel 1981 e, dopo una piccola parentesi come calciatore, si avvicina al mondo della Boxe vincendo per ben tre volte consecutive il campionato regionale di boxe, fino a vincere ai punti il titolo italiano.

Lavorando come buttafuori conobbe in Italia il brasiliano Roberto”Meneguetti” Almeida che divenne il suoprimo maestro di Brazilian Ju Jitsu e dopo qualche incontro di valetudo, resosi conto delle sue potenzialità, sotto consiglio del suo maestro si trasferì in Brasile per perfezionare la sua tecnica nel brazilian jiu jitsu. A tutto’oggi si allena con il maestro Ricardo de La Riva che gli ha permesso di conoscere i fratelli Nogueria (Minotauro e Minotouro), che gli hanno insegnano molto sulla vita da combattente.

L’eco delle sue vittorie finì per giungere alle orecchie degli organizzatori dell’UFC, i quali gli proposero di essere il primo Italiano ad avere la possibilità di combattere nell’ottagono più famoso del mondo. A distanza di 5 anni ha coronato il sogno di entrare a pieno merito nell’elite dei combattenti di MMA mondiale e oggi rientra tra i primi dieci atleti più forti nella sua categoria.

Vediamo di riassumere quanto successo in quella intensa giornata.

Sabato 29 novembre 2008 a Fornacette si è svolto il seminario sulle arti marziali miste e la difesa personale organizzato dal team toscano S.A.S. (www.combattimentoreale.it) che ha vistocome protagonisti: Alessio Sakara, aka “Legionarius”, e Sifu Luca Marinello.

Il seminario è stato un’occasione di incontro tra una disciplina marziale agonistica (Mixed Martial Arts) ed una filosofia ed arte di combattimento che studia il combattimento reale per applicarlo nella difesa personale (Jeet Kune Do). Entrambe raggiungono il loro scopo attraverso lo studio e l’utilizzo di tecniche provenienti da diverse discipline di combattimento ed arti marziali quali la boxe, la Kick Boxe, la Thay Boxe e il Ju Jitsu dando vita a combattimenti che si sviluppano a 360°

Il seminario è iniziato con una breve introduzione di Sifu L. Marinello che ha spiegato la relazione tra la filosofia del JKD e la presenza di A. Sakara. Il Jeet Kune Do, in quanto filosofia di combattimento, permette ai suoi praticanti di abbracciare le varie forme di combattimento tra i quali la MMA.

Sifu Marinello ha voluto ringraziare i suoi maestri tra i quali sifu R. Bustillo allenatore dello stesso Sakara.

Ma veniamo al seminario: A. Sakara aka Legionarius ha voluto rompere il ghiaccio facendo una veloce prefazione sul combattimento nell’ottagono MMA, ha spiegato che, a differenza della boxe, si utilizzano guantini da grappling che rendono inefficace la guardia della boxe che ci lascerebbe nel confronto scoperti davanti all’avversario, ecco che quindi nella fase di combattimento gli avambracci possono diventare uno scudo che devia i colpi, spesso devastanti, dell’avversario. Il Legionarius ha fatto inoltre notare che essendo il combattente soggetto al rischio di colpi quali gomitate e ginocchiate, oltre alla possibilità di entrare in una fase di lotta, è indispensabile sapere mantenere la distanza con l’avversario, ecco che quindi ci ha fatto vederel’utilizzo del braccio, subito dopo un attacco, che va ad appoggiarsi sul corpo dell’avversario per poterlo controllare; lo scopo di questo controllo deve essere quello di mantenere con l’avversario una distanza appunto pari ad un braccio evitando cosi che questi possa afferrarmi o colpirmi. Sulla base di queste premesse ha spiegato e fatto lavorare su alcune combinazioni di Boxe e Thay-Boxe nello stile MMA.

La fase di combattimento in piedi è spesso seguita da una fase di clinch e lotta, e qui che il combattente deve mantenere il controllo dell’avversario per evitare colpi di vario tipo oltre a leve articolari o proiezioni. E per tale motivo che, attraverso l’utilizzo di tecniche di lotta greco-romana e del ju-jitsu, è importante utilizzare ogni parte del nostro corpo per bloccare gli arti dell’avversario. Anche qui A. Sakara ha mostrato come nella fase di clinch e lotta sia importante l’utilizzo delle gambe e del proprio corpo per permetterci di bloccare le gambe dell’avversario, cosi da impedirgli di sferrare colpi con gli arti inferiori dandoci invece la possibilità di sbilanciarlo e portarlo a terra.

Uno degli aspetti che piace particolarmente a Sakara nella MMA è, come dice lui: “che mipermette di combattere dove mi trovo maggiormente a mio agio, se sono un pugile lavoro di boxe, se sono un lottatore cerco lo scontro a terra”. Nella fase di atterramento dell’avversario posso quindi scegliere se andare a terra con lui e continuare il combattimento a terra o rimanere in piedi e gestire il combattimento da questa posizione.

La seconda parte del seminario è stata dedicata ad alcune basi della lotta a terra cominciando dalle guardie di base.

Una delle cose piacevoli nel lavorare con Sakara è la sua semplicità ed il suo modo di relazionarsi con le persone presenti al seminario, una cosa divertente che ho notato era il timore di Alessio che qualcuno potesse farsi male tanto e vero che prima di affrontare il lavoro a terra ha voluto assicurarsi che il pavimento della sala in cui lavoravamo fosse idoneo (la sala della Valdera Wellness si presenta con un pavimento in linoleum che in realtà nasconde al di sotto un bellissimo tatami); di certo da una persona abituata ad allenamenti estenuanti probabilmente negli ambienti più ostili ti aspetteresti meno attenzione a certi particolari mentre invece ha saputo dimostrare grande professionalità curando la salute degli atleti; ad inizio seminario ad esempio ha voluto sapere se in sala ci fosse qualcuno che soffrisse di problemi fisici dovuto a traumi o altro.

Ma torniamo al lavoro tecnico svolto, come anticipato la seconda parte del seminario di Sakara è stata dedicata al lavoro a terra. Aterra sono state mostrate alcune tecniche di difesa dalla posizione schiena a terra, con l’avversario posto in ginocchio davanti, adottando sia la guardia aperta che la guardia chiusa. Successivamente ha poi mostrato un paio di tecniche nella situazione opposta dove l’avversario e schiena a terra e noi andiamo ad immobilizzarlo.

Gli ultimi minuti della mattinata Sakara ha voluto rispondere ad alcune domande dei partecipanti sulle sue metodiche di allenamento. Con la semplicità che lo caratterizza il “Legionarius” ha spiegato che lui non stà particolarmente attento all’alimentazione, l’importante e bere molto. Nei suoi allenamenti alterna il lavoro con i pesi al lavoro di sparring dove può curare le tecniche. Si è reso inoltre disponibile ha rispondere su eventuali dubbi relativi alle tecniche spiegate.

Abbiamo chiesto a Sakara cosa si prova ad entrare nella gabbia e se aveva paura di farsi male, la sua risposta è stata che se oggi gli proponessero di scegliere tra un’incontro di kick-boxe e uno di MMA contro Couture sicuramente sceglierebbe l’MMA perchè sarebbe sicuro di farsi meno male, in fondo, dice Sakara, “una gomitata sul sopracciglio ha lo stesso effetto di una caduta da bicicletta da bambini”.

La mattinata si e chiusa con la consegna da parte della Marinello Academy di una targa di ringraziamento a Sakara che si è reso disponibile per alcune foto con i partecipanti e gli organizzatori.

Abbiamo infine voluto cogliere l’occasione per una piccola intervista al nostro “Legionarius”.

 

 


Ore 13 le nostre pance cominciano a brontolare ed è quindi il caso di prendersi una pausa per il tempo necessario a ricaricarsi di un pò di energie (meglio dire spaghetti)…

…Eliminato l’istinto della fame siamo pronti ad affrontare altre tre ore e mezzo di schiaffi, leve e proiezioni.


Il pomeriggio è stato dedicato allo studio della difesa da strada con Sifu Luca Marinello.

SifuMarinello è attualmente uno dei maggiori esponenti dell’arte e filosofia di Bruce Lee in Europa, allievo di seconda generazione di Bruce Lee, unico Italiano ad essere insignitonella International Martial Arts Hall of Fame The legend Jeet Kune Do of Italy , presidente della Marinello Academy (www.jkditaly.com), ma penso dedicare altri articoli per parlare di questo personaggio.

Marinello, ho come amichevolmente noi chiamiamo “Boss”, ha cominciato la giornata con una breve prefazione dove ha spiegato le principali differenze tra il combattimento agonistico delle MMA e il combattimento legato alla difesa personale. Una delle cose principale da prendere in considerazione e che un’atleta che entra nella gabbia per affrontare un avversario ha precedentemente seguito un iter di preparazioneall’incontro che gli permette di portare gradualmente l’adrenalina e i muscoli al livello necessario per affrontare il combattimento. Nel combattimento da strada questi tempi di preparazione non sono consentiti è l’aggredito deve nell’arco di pochi attimi portare la propria adrenalina da zero a cento; non dimentichiamo poi che nella gabbia il combattimento si svolge uno contro uno e alla presenza di un arbitro, per la strada potremo essere soli contro più di una persona e l’abbigliamento non è certo il più adeguato; anche nella difesa personale è opportuno essere pronti ad affrontare qualunque tipo di combattimento passando dalla boxe alla lotta a terra.

Marinello ha quindi spiegato alcune tecniche di difesa su attacco in piedi mostrando, secondo uno dei principi base della filosofia del JKD, come la nostra energia debba essere sempre proiettata in avanti (la via di intercettare il pugno). Ha spiegato che l’attacco deve variare per poter sorprendere l’avversario passando dall’alto, al basso per poi tornare in alto. Dobbiamo essere noi a dare al combattimento il ritmo cambiando anche la frequenza di attacco. L’attacco da strada deve avere l’effetto di una cascata o come piace dire a Marinello effetto “schok and schake”.

E’ stato mostrato come anche le distanze variano nel combattimento dando la possibilità al combattente esperto di utilizzare un ampio bagaglio di colpi (calci, pugni, ginocchiate, gomitate, colpi con la spalla, leve articolari fino ad arrivare alle proiezioni).

Nei seminari con Marinello non manca mai il sorriso (nascosto sotto la fatica) e mettendola sullo scherzo ha mostrato “l’effetto tartaruga” dove anche il combattente più debole avvolgendosi con braccia e gambe al dorso dell’avversario (appunto a guscio di tartaruga) riesca ad averne il controllo. E qui che prendendo uno studente di “massa” ha lasciato provare ha una donna le potenzialità di tale tecnica che può essere eseguita in piedi o nel combattimento a terra.

Ma chiaramente ad ogni azione esiste una reazione è abbiamo visto; per la goduria di chi la subito, come liberarsi una volta a terra da un avversario che si appiccica su di noi come una tartaruga… e posso assicurare che l’effetto chi si ha sulle gambe del povero “guscio” e molto efficace.

Il combattimento da strada o difesa personale è imprevedibile è obbliga una conoscenza vasta di tecniche di difesa, offesa e sottomissione ma i principi della filosofia che la rendano efficace, una volta compresi, non sono poi tanto complessi, la difficoltà stà nel riuscirli ad applicare in una situazione di stress.

Non voglio in questo articolo dilungarmi troppo sullo specifico delle tecniche mostrate da Sifu Luca Marinello in quanto penso di dedicare altri articoli a questo tipo di combattimento probabilmentepubblicando articoli dello stesso “Boss”.

La giornata si è conclusa con la consegna di una targa a Marinello, foto di rito e i complimenti ai partecipanti che hanno mostrato grande disciplina, entusiasmo e serietà

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