Arti Marziali e Realtà parte 2

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Se prendiamo un corso di arti marziali tradizionale (judo, karate, thay chi) si diventa padroni del combattimento solo dopo anni di duro lavoro cosa che non tutti i praticanti prendano in considerazione e se ne rendano conto dopo averci dedicato uno buona parte del loro tempo inoltre non sempre viene dato spazio alla preparazione atletica. Se invece scegliamo uno sport di contatto di tipo agonistico (boxe, kick e thay boxe, judo) saremo sicuramente avvantaggiati nella difesa personale perche avremo spesso modo di confrontarci con i compagni capendo il significato di combattimento ma non è detto che anche se diventiamo dei bravi agonisti avremo il controllo delle nostre azioni in caso di pericolo. Il combattimento agonistico ha il vantaggio che si arriva all’incontro preparati fisicamente e mentalmente, il combattimento si svolge in un area sicura (ring o tatami)uno contro uno e con un arbitro che controllo, inoltre (cosa non da poco) non ci sono colpi sleali e se siamo in difficoltà abbiamo sempre la possibilità di interrompere il combattimento. Quando si cerca una disciplina consona alla difesa personale bisogna pensare a qualcosa che fin dalle prime lezione ci fornisca nozioni di combattimento semplici ed efficaci, che ci porti ad entrare in contatto con i nostri compagni per capirne il significato e farlo metabolizzare alle nostre menti, che sia in grado (come per il militare) di simulare situazioni reali di aggressione, che ci dia una discreta preparazione atletica e possibilmente ci fornisca delle nozioni legali delle conseguenze di un errato uso della violenza. Un buon corso di arti marziali deve essere in grado in poche lezioni di rendere il praticante più sicuro di se; la cosa più piacevole che mi sono sentito dire da uno studente alle prime armi è stata: “da quando mi alleno con te mi sento più sicuro di me”, questo non vuol chiaramente dire che lui era diventato un picchiatore ma che aveva preso coscienza del proprio corpo e dei propri limiti ed inoltre grazie all’allenamento sentivo il suo corpo più forte. Inoltre un buon corso di difesa personale deve insegnarci a colpire ma anche a lottare perché, per quanto si possa dire, è impossibile prevedere se finirò a terra e a quel punto devo sapermi difendere (pensate ad un tentativo di stupro, l’aggressore cercherà di portarvi in terra)

 

Ma tutto questo è sufficiente per imparare a difendersi? Sicuramente ci sarà di aiuto in caso di necessità ma la realtà non sarà mai come le sensazioni che viviamo in palestra, per quanto ci si possa sforzare a rendere le cose reali sappiamo sempre di essere in un’ambiente sicuro con persone che non hanno intenzione di farci realmente del male e questo impedirà di provarele emozioni della vera paura e dell’adrenalina che ci blocca i muscoli. Nella realtà non c’è tempo di pensare, di scaldarci o di metterci abiti comodi, non abbiamo la possibilità di interrompere il combattimento se stiamo perdendo, non c’è arbitro che ci viene in aiuto e non dimentichiamo che gli aggressori possono essere più di uno e armati; tutto deve consumarsi in pochi improvvisi attimi.

Sicuramente essere più sicuri di noi stessi è un buon inizio perchè emaniamo questa sensazione anche alle persone intorno a noi creando un minimo di timore nei nostri confronti, aver un fisico allenato ci renderà meno vulnerabili ai colpi e l’aver metabolizzato alcune tecniche di difesa può permetterci di dare quel colpo che ci permette di uscire da una situazione di pericolo.

 

Concludendo quindi questo articolo potremmo dire che tra arti marziali e realtà ci sono delle differenze dovute principalmente all’emozioni che si provano ma un buon e costante allenamento ci possono permettere di evitare il peggio. Chiaramente, come in tutte le cose, non bisogna avere furia ma impegnarsi nel tempo per rendere le nostre reazioni automatiche.

Chiudo con un esempio che a me piace molto, quello dell’automobilista: dopo un po’ di esperienza nessuno di voi davanti ad una macchina che frena pensa a schiacciare il freno e scalare marcia o sterzare, lo fa è basta perchè il nostro corpo ha metabolizzato la meccanica della guida, nella difesa personale e nel combattimento è la stessa cosa.

 

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