Il Jeet Kune Do per i nostri istruttori

Il Jeet Kune Do in realtà è la scoperta di se stessi attraverso il combattimento, lo scoprire cosa temiamo, cosa amiamo, chi siamo e perchè ci comportiamo in determinato modo.

Sarebbe riduttivo definirlo come una linea diretta da seguire in combattimento, è sbagliato poichè il combattimento come diceva Bruce è qualcosa di imprevedibile, qualcosa di sempre diverso che non è possibile predeterminare, bisogna essere FLESSIBILI, capaci di adattarsi, saper scegliere, il momento giusto per agire con risoluzione e non farsi scrupoli nel farlo.
La speranza ultima di chi vive nel Jeet Kune Do,perché si parla di pratica di vita e non di ripetizione di esercizi o di pantomima del grande Bruce Lee, è di riuscire a essere se stessi senza esitazioni. Stefano Mannis

 Estratto da una lettera ad un amico: ” Voglio precisarti fin dall’inizio che per me quando parliamo di JKD non si parla solo di combattimento come normalmente intendiamo, questo perche io vedo il JKD come una filosofia da applicare nella vita e quindi anche nei combattimenti che affronti quotidianamente nella vita. Non a caso, se hai visto il sito, abbiamo lanciato un corso che al momento ho chiamato il “Tao del Leader”, questo perché leggendo libri di Bruce Lee (non per ultimo il Tao del Dragone) e allenandomi a fianco di persone che hanno conosciuto Bruce mi sono reso sempre più conto del pensiero di Bruce e della vera forza del JKD. Io e i miei colleghi applichiamo quindi la sua filosofia in ogni situazione della nostra vita a cominciare dal lavoro. Parlando invece dell’aspetto arti marziale del JKD, proprio perché lo vivo comeuna filosofia, non lo ritengo affatto uno stile ma un approccio al combattimento reale senza schemi. Ecco perché noi studiamo tutte le forme di combattimento nelle varie distanze il che può essere confuso con MMA che però è puramente agonistico. Penso comunque che le origini del MMA siano da ricercare proprio in Bruce che ha capito per primo che nella difesa da strada (o nel combattimento reale) non posso impormi degli schemi perché non è possibile prevedere l’andamento di un combattimento. Sostanziale differenza tra MMA e JKD e che nel secondo non ci sono regole e non ci sono arbitri. Sta poi al singolo combattente trovare la propria strada e il proprio modo di combattere, è qui che diventa arte.

Oggi la filosofia del JKD è stata assimilata da molte altre arti marziali, compreso quelle tradizionali, ma nessuno avrà mai il coraggio di ammetterlo, certo è che Bruce si fece tanti nemici per aver messo in discussioni anni di storia e oggi chiunque ti dirà che Bruce Lee ha rivoluzionato il mondo delle arti marziali, e non solo quello. Questo è stato il grande potere del piccolo drago (e del JKD), un piccolo uomo che con grande fiducia in se stesso ha individuato i suoi obbiettivi e ha abbattuto i vari ostacoli che gli sono messi davanti. (Flessibilità e adattabilità, essere diretti, eliminare ilsuperfluo).”

Scritto da Marco Vincelli

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