La normativa della difesa Personale

In questo articolo voglio andare ad analizzare la normativa italiana in materia

Buona Lettura

 “Art. 52 C. P. – Legittima difesa.
Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalle necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.“

 Sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa si legge nell’ultima parte del testo di legge, questo sta a significare che davanti ad una minaccia di pugno non posso rispondere con arma o peggio. Ed ugualmente stabilisce che l’offesa deve essere reale ed ingiusta.

A tal proposito nel 2006 questo articolo è stato modificato come segue:
“Non rischierà più il carcere per eccesso di difesa chi sparerà a un ladro armato entrato in casa o nel suo negozio. Lo prevede il ddl approvato in via definitiva dalla Camera il 24 gennaio 2006. Il provvedimento modifica l’articolo 52 del codice penale in materia di legittima difesa. La nuova norma stabilisce, infatti, che la vittima di un furto, di una rapina e di una minaccia può reagire “per tutelare la propria incolumità” e quella dei propri cari in casa, nel suo studio professionale o nel negozio quando l’aggressore non mostra di voler desistere. In questo caso anche sparare non è più un eccesso ma legittima difesa.”

Quanto sopra permette quello che fino a prima sarebbe stato una reazione eccessiva, non proporzionale all’offesa. Chiaro che solo questo potrebbe essere motivo di discussione dato che a tutt’oggi si sente di persone che si ritrovano nei guai per aver sparato al ladro in casa o nel negozio.

Io però in quest’articolo volevo trattare la Difesa Personale per la strada, siamo quindi in luogo pubblico dove in teoria non mi è consentito avere armi. (Salve le autorizzazioni previste dal terzo comma dell’art. 42 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, non possono essere portati, fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, armi e strumenti atti ad offendere. – Legge 110/1975 – Art. 4.)

Agli effetti della legge penale, per “armi” s’intendono:
1) quelle da sparo e tutte le altre la cui destinazione naturale e’ l’offesa alla persona;
2) tutti gli strumenti atti ad offendere, dei quali e’ dalla legge vietato il porto in modo assoluto, ovvero senza giustificato motivo.

La legge identifica anche gli strumenti atti ad offendere:

non sono armi, ma strumenti (art. 4 L. 110/1975): i coltelli di qualsiasi genere e dimensione (vedi sopra per quelli a scatto), gli archi, le balestre, i fucili da pesca subacquea, accette, forbici, punteruoli, attrezzi sportivi delle Arti Marziali ecc. Vale a dire ogni strumento che può ferire, ma che è destinato ad altro scopo come strumento sportivo o di lavoro. Questi strumenti sono liberamente acquistabili e trasportabili; possono essere portati solo per giustificato motivo, cioè per essere usati per la loro destinazione primaria.

Dato per scontato che la legge venga rispettata la Difesa Personale da strada utilizza come mezzo di offesa/difesa il nostro corpo rendendo forse più difficile il concetto di difesa proporzionata all’offesa in quanto a pugno risponde pugno e le variabile che subentrano sono secondo me di difficile applicazione in quanto come può un giudice definire una difesa eccessiva?

Ritengo che la Difesa Personale, in quanto tale, possa essere divisa in due tipologie:

  1. Difesa da un possibile rischio di minaccia

  2. Sopravvivenza

La prima si ha quando ci sentiamo minacciati e prima ancora che la minaccia sia divenuta reale noi procediamo ad attaccare. Ad es. nel caso che stiamo discutendo con una persona che pensiamo ci stia per colpire e noi precediamo un’eventuale attacco colpendo per primi.

Nel caso di Sopravvivenza invece la minaccia è reale e noi siamo stati afferrati o veniamo colpiti o peggio ancora, nel caso di tentativo di stupro, siamo stati atterrati. In questo caso ci dobbiamo difendere da un qualcosa che sta realmente mettendo a rischio la nostra vita e dobbiamo avere la prontezza di saper reagire per uscire da una situazione rischiosa per la nostra Sopravvivenza.

Nei due casi chiaramente la situazione a) è quella che è più difficile da gestire in quanto rischiamo di essere punibili dalla legge in quanto la difesa non è chiaramente proporzionale all’offesa e occorrerebbe fare un processo alle intenzioni cosa chiaramente non possibile, si pensi alla persona che incontrando una tizio che sbuca da dietro l’angolo in un vicolo buio la colpisce per paura di essere aggredito.

A questo punto è il buon senso che conta e questo ci dovrebbe dire di evitare situazioni rischiose nei modi che troviamo riportati in centinaia di manuali sulla Difesa Personale e nel caso si presenti una possibile minaccia, come la discussione per una posto macchina in un parcheggio, deve essere sempre il buon senso che ci farà capire i possibili rischi e le possibili minacce che si possono presentare comportandosi di conseguenza, l’importante e rispettare alcune regole che saranno argomento di un prossimo articolo.

Tengo a chiarire una mia teoria a riguardo della Difesa Personale. Ritengo che in base alle situazione ed alle sue applicazioni essa possa essere classificata in tre livelli:

  1. difesa personale con evasione

  2. difesa personale con controllo o sottomissione

  3. difesa personale “distruttiva”

 

Il primo livello, che può sembrare il più semplice, consiste nell’assestare un colpo preciso all’aggressore sufficiente ad uscire dalla possibile minaccia, creando uno shock, per fuggire in luogo sicuro. È un dato di fatto che spesso il delinquente, sorpreso e disorientato da una reazione inaspettata e decisa, preferisce abbandonare. Per quanto possa sembrare non è la situazione più semplice, in realtà richiede precisione e sangue freddo in quanto un colpo non efficacie potrebbe portare ad una reazione più violenta da parte dell’aggressore.

Il controllo e sottomissione presuppone che dopo una prima reazione all’aggressione si proceda con una tecnica di controllo quali chiavi articolari e/o strangolamenti. Questo tipo difesa oltre ad essere applicato, per chiari motivi, dalle forze dell’ordine viene usato dal combattente esperto che non vuole arrecare un serio danno fisico all’aggressore e vuole cercare una soluzione “pacifica” dimostrando la propria superiorità.

L’ultimo livello e chiaramente la soluzione più estrema e più violenta dove non ci poniamo limiti e l’unico obbiettivo e rendere l’aggressore innocuo. Una tale reazione dovrebbe essere applicata in caso di aggressione armata (l’aggressore ha realmente minacciato la proprio o altrui vita) o nel caso di aggressione da più persone.

Ricordiamoci infine che per quanto la legge lo vieti le armi denominate bianche (spade, pugnali, tirapugni, bastoni animati, mazze ferrate, manganelli, storditori elettrici, bombolette lacrimogene non approvate dal ministero), specie se di piccole dimensioni, possono essere nascoste nella tasca dell’aggressore, occorre quindi tenere sempre occhi aperti e riflessi pronti (vedi articolo AM e realtà) e quando e possibile gambe veloci. Serve a poco fare gli eroi ed in certi casi e meglio allontanarsi che rischiare la propria vita o quella di chi ci accompagna.

WalkOn

Marco Vincelli

Per continuare ad utilizzare questo sito, devi accettare l'uso dei cookies. Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi