Approcci di Difesa Personale Femminile

Un 8 marzo molto particolare a Pisa quest’anno. In occasione di una ricorrenza che normalmente viene celebrata da molte donne con obbligatorie e poco economiche uscite serali a base di menù e svago tutti al femminile, un’associazione culturale ha deciso di promuovere una serata dai contenuti differenti ed originali.

 

Nell’arco di una serata fredda, ma serena, in una delle piazze principali della città, c’è stata l’occasione di parlare di difesa personale, attraverso esemplificati approcci di aggressione contro una donna. Intenzione ed occasione hanno voluto che il gruppo di partecipanti fosse costituito da molte ragazze e pochi uomini, reclutati tra passanti incuriositi. Il freddo della serata ha preteso che, nonostante l’ abbigliamento poco adatto ed ingombrante, si ricorresse ad un rapido e blando warm-up, fatto di saltelli e riscaldamento articolare. Ogni persona non armata posta ad una distanza superiore a quella dei suoi arti da voi, può essere considerata inoffensiva, o quantomeno la forma di aggressione potrebbe limitarsi ad una di carattere verbale. Altra questione.

Come primo punto dal quale approcciare lo studio di tale tentativo aggressivo si è deciso di cominciare con un esercizio di base, fatto di colpi di mano avanzata, diretti al volto, e medesimo contrattacco del compagno di allenamento, entrambi intercettati col braccio arretrato. Dopodiché, la mano diretta al volto per colpire, diventa una mano al collo che strangola e strattona. Per qualunque individuo esistono comuni risposte istintive, dalle più semplici alle più complesse, a numerosi e diversi stimoli nocivi. Una delle risposte più ataviche e paralizzanti è costituita proprio dalla sensazione di impotenza scatenata da una qualunque delle modalità di strangolamento, specie se eseguito su una donna, nel reale tentativo di spingere strangolando. Il mondo delle risposte istintive ed incontrollate è proprio il terreno fertile sul quale lavora la difesa personale. Dove è difficile e lungo pretendere forti virtù atletiche ed un equipaggiamento fisico vigoroso, tale da resistere ad uno scontro competendo per forza ed aggressività con uno o più opponenti, un allievo che desidera imparare primariamente la difesa personale ha bisogno di lavorare per migliorare il controllo delle reazioni istintive. Le reazioni istintive vanno conosciute perché vengano modificate, ove necessario, e secondariamente vanno indotte nel proprio avversario perché possano essere sfruttate. Al primo approccio, l’allievo ha bisogno di allenarsi per conoscere ed acquisire confidenza con le risposte che il corpo comanda in situazioni stressanti, come cadute, strangolamenti e colpi. Nonostante queste risposte nascano per essere virtualmente protettive, frequentemente alcune di queste si rivelano il vero punto debole di ogni persona, a qualunque livello di esperienza combattiva. Quindi modificarle è il primo traguardo dell’allenamento tecnico, anche se il più lontano. Indurre, invece, reazioni istintive nel vostro aggressore al fine di approfittarne per rovesciare a vostro favore la situazione è il fine ultimo dell’allenamento per la difesa personale. Quando ad avere necessità di difendersi è una donna, la ricerca di un contrattacco deciso, efficace e veloce, che preceda la fuga, è assolutamente necessaria. La paura del soffocamento deve trasformarsi nella volontà di offendere per salvare la propria incolumità. La corsa di un uomo che vi spinge tenendovi per il collo, va arrestata subito colpendo con forza e precisione assoluta i bersagli sensibili, di cui il suo corpo apparentemente più vigoroso del vostro aggressore è costellato. L’immediatezza e l’efficacia della risposta difensiva sono fondamentali perché lo shock procurato sia sufficiente a far crollare l’aggressività dell’aggressore. Così, con una mano di qualcuno al collo, mentre con la mia mano blocco la sua lì dove è arrivata, colpisco con l’arma più lunga, la gamba, il suo bersaglio più sensibile, l’inguine. Oltre all’ importanza come punto vulnerabile, l’inguine risulta facile da individuare e, soprattutto, usando le gambe mantengo la massima distanza dall’aggressore. A proposito di reazioni istintive, ricevendo un colpo all’inguine il corpo vi porterà a reclinare il tronco nel tentativo di proteggervi. Ciò è proprio un esempio di quanto accennato precedentemente, ossia reazioni da indurre perché siano sfruttabili. La testa che il vostro aggressore porterà in avanti sarà il bersaglio del vostro secondo colpo, di mano. Non tutti i punti della regione del capo sono ugualmente dolorosi; il collo, gli occhi, il setto nasale ed il timpano sono esempi significativi. Lo schema motorio alla base di un contrattacco di calcio e pugno omolaterali, appaiono elementari, ma perché vengano eseguiti al momento opportuno, sempre imprevisto, vanno allenati con rigore e realismo, lo stesso realismo che è un tratto distintivo della Nostra Accademia.

A seguire abbiamo esaminato delle soluzioni possibili, nel caso in cui il vostro aggressore non abbia mollato la presa o voi non abbiate più spazio alle spalle per la fuga..non resta che continuare ad aggredire per non essere aggrediti. Nel particolare abbiamo continuato l’azione mirando, col gomito, il suo braccio ancora al collo e ruotando abbiamo azzerato la distanza con l’aggressore per ottenere una efficace e dolorosa chiave alla spalla. Il dolore è testimoniato dalla vastità di soluzioni possibili, solo ora, per concludere il confronto. I curiosi partecipanti alla lezione pubblica in piazza hanno subito apprezzato il livello di aggressività ed efficacia di una simile risposta difensiva/offensiva.
Altra comune e semplice situazione di aggressione introdotta, è stata l’eventualità in cui si viene afferrati d’improvviso per una mano, di sorpresa alle spalle. Anche qui si è proposta la stessa soluzione difensiva, fatta di calcio laterale sull’articolazione del ginocchio e pugno di dorso al volto. I principi esaminati precedentemente, valgono anche in questa situazione, resa però più complicata per la mancanza di un preventivo segnale visivo d’allarme.
I passanti, molti dei quali si sono cimentati allenandosi, hanno dimostrato curiosa ed allegra partecipazione ed hanno contribuito a rendere ottima l’atmosfera della serata, continuata con musica dal vivo.

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