Sonno e veglia: il cuore dei problemi

Ancora una volta il portale degli amici di  mi offrono un’interessante articolo su un’argomento speeso trascurato, il riposo ed i tempi di recupero

Buona Lettura

 

Oh voi, incredibili sportivi e appassionati della fatica, quanta importanza date al riposo e allo stile di vita? Forse troppa (non è un gran problema), forse poca (dovreste rifletterci). Ma chi definisce il troppo e il poco, chi dice, o chi ha detto e definito il limite a non superare, per stare bene e non vivere stressati? Il problema risiede proprio qui! Capire perché e come lo stress si manifesti ed insinui nel nostro corpo, è difficilissimo! Una risposta pragmatica ma significativa, è stata ottenuta da ricercatori Londinesi, i quali si sono posti la semplice domanda: “Che cosa influenza il sonno?”… Praticamente tutto (fu la risposta più sensata). Ma in questo tutto esiste qualcosa che fa pendere l’ago della bilancia più in un senso rispetto ad un altro?

Inizia con questa premessa, uno studio londinese (concluso nel 2008) sui ritmi di veglia e sonno. Tale studio mirava a comprendere quale più di tutto fosse la causa scatenante del frenetico vivere di Londra e dei sobborghi super tradizionalisti connessi a doppio filo allo stile di vita inglese. In particolare si volevano comprendere le origini ultime dell’elevatissimo livello di stress presente nei lavoratori britannici. Anche se è poco noto, in Inghilterra, soprattutto nell’ultimo decennio, si verificano spesso periodi annuali di voluta disoccupazione lavorativa. In determinate realtà i dipendenti sviluppano il desiderio di rimanere a casa, anche solo per un paio di giorni, per rigenerarsi e riposarsi. Fenomeno strano ma in crescita, ha stimolato un gran numero psicologi, psichiatri, neuroscienziati, dottori e terapeuti del sonno, ad aprire progetti di ricerca volti a capire come possa il livello di stress crescere a tal punto da compromettere in questo modo le attività lavorative delle persone. Le prima impressioni:

  1. “In assenza di attività fisica, i soggetti hanno meno libertà ludico/spotiva di dissipare le tensioni della giornata, e ripristinare i normali ritmi circadiani e riequilibrare il metabolismo”
  2. “Vizi, e cattiva alimentazione peggiorano lo stato organico delle persone analizzate”

Risultati preliminari, di campionamento e studio dei soggetti, indicavano che: “non c’è un quadro logico riconducibile all’accumulo di stress, non vi è vizio, alimentazione, o sedentarietà che produca un caratteristico accumulo di stress sugli individui, l’individualità la fa da padrona. Eppure tantissimi soggetti sono altamente stressati, per cui dove sta il vero problema?

Dopo 2 anni di ricerca… “Gli psicologici”: l’incredibile stile del “Lord Inglese” e la normale pressione lavorativa imposta dal mercato, generano forte desiderio di evasione da questa realtà. Per distendere i nervi dallo stress, le soluzioni diventano sempre più estreme: “più fumo, più alcool, più hobby o hobby più estremi, più vizi, peggioramento dello stile alimentare”.

Gli psichiatri e neuroscienziati: la pressione mentale o fisica connessa al lavoro, disturbano l’attività nervosa dei soggetti che, occultando le proprie ansie, i propri desideri e i propri interessi in una sorta di gabbia mentale, divenendo sempre più stressati e irritabili. L’evasione dal quotidiano, sembra essere il miglior fattore, che da sfogo allo stress.

Dottori e terapeuti del sonno: la maggior parte dei soggetti presenta alterati equilibri ormonali, ipertrofia delle surrenali, e disturbi del sonno, che peggiorano progressivamente con gli stati di ansia, rabbia repressa e mancato sfogo sociale o personale. Oltre certi livelli di stress, gli stessi sfoghi (sociali, sportivi o personali), abitudinariamente attuati, diventavano altra fonte di stress e sovraccarico. Il sonno viene alterato, e tutto lo stile di vita ne risente.

Elementi quotidiani, individuati come disturbo all’organismo, se eccessivamente perpetuati sono:

  • caffeina;
  • qualità del lavoro;
  • alcolici;
  • sonno.

Ma dove risiede il nocciolo del problema? La risposta fornita da questi ricercatori si concentrò su una sola molecola, caratterizzata da mille perché: “ADRENALINA” Sono molti gli eventi che ne causano il rilascio nel sangue, e la maggior parte degli eventi che ne stimolano il rilascio, molto spesso ne causano l’aumento del livello ematico medio di tutto il giorno. Dagli studi è emerso che l’evento che ha comportato il maggiore rilascio di adrenalina nel corso della giornata è stata: “LA FATIDICA SVEGLIA”. Essa infatti genera uno spavento nel dormiente, tale da farlo svegliare e quest’operazione risulta interamente a carico dell’adrenalina. Il soggetto dormiente, si serve della sveglia, per assicurarsi di essere cosciente ad un determinato orario, uscendo dalla fase di riposo, arriva subito primo pensiero della giornata. Lo studio ha messo in luce, che i soggetti per i quali il primo pensiero era “mi tocca svegliarmi per andare al lavoro” erano coloro in cui si registravano i maggiori picchi di adrenalina.

Tale studio, l’anno successivo, fu riconosciuto inerente all’insorgenza di problemi cardiaci, nella popolazione maggiormente adulta, caratterizzata da un’occupazione lavorativa costante. L’adrenalina infatti, ha effetti molto rilevanti sul sistema nervoso: se gli eventi che causano la sua secrezione sono più forti, più frequenti, più prolungati di quelli che causano la liberazione dei suoi antagonisti, in grado di ripristinare la normale condizione del sistema nervoso, il soggetto vive e vivrà le giornate, più stanco, stressato e scontento.
Nel vivere lo sport spesso si trascura, l’importanza del riposo, e ovviamente questo errore è tanto più grave quanto più il soggetto vive freneticamente impegnato, e attivo fisicamente e/o mentalmente. Massaggi, hobby, gite fuori città, aromaterapia, idromassaggi, ogni individuo ha la sua suscettibilità allo stress e la sua sensibilità per liberarsene. La sveglia mattutina era un forte elemento di disturbo, meno di 5 ore per notte di sonno mettevano in crisi oltre il 90% dei soggetti, spesso 5-6 ore e mezza non estinguevano le giornate più intense, 6-7 ore di sonno davano modo di sopportare l’intera settimana, e 7-8 ore si è dimostrato il target ideale per ridurre al minimo lo stress cardiaco da adrenalina. Sale Adrenalina = sale cortisolo = sale somatostatina = STRESS… +… ++… +++……. La morale della ricerca, fu informare la popolazione dell’importanza del riposo, e dell’attività fisica che se attuata agli adeguati livelli (soggettivi), permette al corpo di ripristinare i normali ritmi circadiani, tendenzialmente sballati dall’adrenalina.

Cosa si evince?

  • Il giorno in cui dormite troppo poco, è il giorno peggiore per fare sport
  • Se tutti i giorni dormite poco, l’allenamento va ponderato sulle vostre energie fisiche e mentali, e non su uno schema fisso imposto come una legge divina
  • Se tutti i giorni dormite pochissimo, sarebbe bene inventarsi il modo di riposarsi di più
  • Alimentazione e ritmi lavorativi impongono diverse necessità individuali di riposo
  • Il suono della vostra sveglia non dovrebbe essere paragonabile a quello di una bomba atomica

Note sull’autore

Francesco Pelizza, laureato in Biotecnologie e appassionato di scienze dell’alimentazione, ha sposato per passione un approfondimento culturale profondissimo in questo campo diventando una delle voci più interessanti ed innovative del settore. Powerlifter, campione Italiano in carica categoria 120 chilogrammi, è uno dei pochi atleti in Italia ad aver disteso più di 500 libbre nella panca piana. Fortemente motivato al costante miglioramento dei propri risultati agonistici è un fiero atleta natural.

Per continuare ad utilizzare questo sito, devi accettare l'uso dei cookies. Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi