Esercitazioni con i piani instabili

Questa volta prendo spunto da un portale di riferimento sulle Arti Marziali  Ilguerriero.it per pubblicare un interessantissimo articolo sulle Nuove frontiere delle metodologie allenanti scritto dall’amico Federico FRAGALE, campione e Maestro di KickBoxing, che ringrazio per la sua collaborazione

 

Di: Federico Fragale

I Tecnici Federali Donato Milano e Massimo Liberati (FIKB) ne avevano parlato all’ultimo stage di Cattolica, presentando in un loro seminario formativo una serie di filmati illustranti gli esercizi specifici, ma per i tanti che purtroppo non erano presenti… ho creduto opportuno riprendere il discorso per renderlo fruibile da chiunque voglia provare a sperimentarlo. Avendo quindi già appositamente trattato nell’articolo precedentemente pubblicato, sebbene in maniera alquanto generica e sommaria (ma sicuramente comprensibile a tutti) il nuovo metodo allenante dei piani instabili, analizzando ed indicando la loro utilità in un atleta già formato nei nostri sport (VEDI: Propriocettività e piani instabili) andiamo adesso a suggerire eventuali tipi di esercitazioni attraverso le quali è possibile una loro applicazione ottimale. Come in ogni tipo di allenamento, dobbiamo comprendere che per dare obbiettivi sicuramente raggiungibili e mantenere intatto il “motivo allenante” il lavoro deve essere progressivo: dal generale allo specifico, dal semplice al complesso, dal grossolano al fine….. Come essenziale e prima metodica di lavoro, sarebbe forse molto utile far eseguire un primo approccio conoscitivo all’atleta, per poi dare il “motivo allenante” con esercitazioni progressivamente sempre più complesse e specifiche nell’esecuzione del gesto tecnico.

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Ad esempio, potremmo iniziare a farli “conoscere” agli atleti semplicemente facendoceli stare sopra in posizione di guardia, con qualche leggero movimento di tronco, cercando di mantenere il giusto assetto. Da qui il lavoro successivo potrà essere quello di far eseguire delle combinazioni di “vuoto” allo specchio. Poi e solo dopo aver raggiunto e superato agevolmente i primi step, possiamo iniziare anche un tipo di lavoro più specifico, riguardo allo spostamento del peso del corpo che avviene sui colpi di pugno, prendendo quindi sempre più coscienza del proprio corpo e soprattutto del particolare movimento che stiamo eseguendo.

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Una volta presa padronanza attraverso le dovute esercitazioni con il pre-requisito del lavoro a vuoto, il passo successivo, con conseguente aumento del livello di difficoltà (motivo allenante) potrebbe essere quello di eseguire una combinazione specifica o generale al sacco. Anche in questo caso il livello di difficoltà è maggiore, aggiungiamo infatti una forza di “reazione” con l’opposizione da vincere (il sacco) alla normale difficoltà nel mantenere la perfetta stabilità.

Possiamo lavorare al sacco con sole combinazioni di pugno:

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Lavorare al sacco sui singoli calci:

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Lavorare al sacco sui colpi di ginocchia:

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Lavorare alla palla tesa, aggiungendo così come “motivo allenante” anche la componente della velocità e del colpo d’occhio:

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Possiamo poi passare alle esercitazioni con i focus assistiti dal maestro, dove è possibile lavorare ancora più nello specifico le combinazioni pugilistiche, dal singolo colpo, alle combinazioni più complesse,

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 dalle schivate con rientro:

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al lavoro completo braccia-gambe:

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Naturalmente vi sono tantissime altre modalità di esercitazioni, che volutamente non indico per lasciare alla creatività di ognuno di voi il compito di ideare gli esercizi più accattivanti e divertenti per la gioia dei vostri studenti. Queste esercitazioni (lavorando schemi con un progressivo livello di difficoltà)  aumentando e migliorando la percezione corporea ed equilibrio, permetteranno una maggiore stabilità nella reattività ed in ultimo quindi… (tirando le somme)… una maggiore efficacia nel combattimento.

Fonte: http://www.ilguerriero.it/codino/interviste/federicofragale1.htm

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