CARATTERISTICHE INTERNE DEGLI SPORT DA COMBATTIMENTO

E con grande piacere che vado a pubblicare un altro interessante articolo dell’amico Federico Fragale, grande atleta ed allenatore e degno erede della famiglia Fragale

Buona lettura

Marco

Questo articolo vuole essere una fonte  di  puntualizzazione, completamento ed approfondimento, di altri miei articoli  pubblicati in precedenza su ilguerriero.it,  rivolti come sempre ai novizi preparatori ed agli atleti ma… questa volta penso  che potrebbero trovare nozioni utili, anche i novizi arbitri.

Tenterò quindi di esaminare brevemente, ma soprattutto in  maniera facilmente comprensibile e sotto i vari e generali punti di vista, tutta  la serie quasi “complessa” di fattori che un combattente, preparatore o arbitro,  dovrebbero conoscere, saper eseguire, pianificare ed osservare, per poter in  ultimo ottimizzare la prestazione in una gara e il suo giudizio, non  sottovalutando nessuna delle sue principali caratteristiche.

Sullo stesso articolo poi (e come sempre)  potrete trovare  approfondimenti specifici con i link di collegamento, per comprendere ancora  meglio i vari argomenti in questione.

Le nostre discipline sono caratterizzate  da uno scontro non  solo di tipo “corpo a corpo” (come predilige la boxe), ma il confronto si può  svolgere  con azioni che partono anche dalla lunga e/o media distanza.

Partendo dal punto di vista del combattente, abbiamo già  espresso in altri articoli il piano psicologico (VEDI: Psicologia)  che deve affrontare, ma limitandoci all’incontro in sé, possiamo dire che  si  troverà in una condizione “variabile”, tenendo conto delle varie fasi di  alternanza tra: scambio e attesa… difesa e rimessa… difesa attiva o difesa  passiva… contrattacco o controllo… ecc.

         

Per meglio individuare le caratteristiche di tali discipline  che, a mio avviso, un coscienzioso e buon  preparatore tecnico dovrà conoscere e  tenere ben presente, proviamo a schematizzare per ordine la parte tecnica di  alcune e varie costanti fisse, che si possono riscontrare e si dovrebbero saper  valutare durante un incontro:

I nostri sport da combattimento in generale, sono  caratterizzati dalle distanze di combattimento (lunga, media, corta) dal  bersaglio da colpire, dal tipo di colpo e dal tempo su cui si articola e compone  il match.

         

Da questa prima e sommaria analisi, possiamo determinare poi,  il genere dello scontro:

  1. in fase attaccante

  2. in fase difensiva.

In fase “attaccante possiamo” distinguere i vari aspetti:

  1. attivo dominante (l’atleta si muove padrone sul   ring, è lui che decide quando attaccare, è lui che attacca, è lui che decide   le pause, va sempre avanti, si impone prepotentemente con la propria   personalità.)

  2. attivo dominato (l’atleta si relaziona con   l’avversario a seconda di come questo opera l’attacco. Ha una personalità   minore, ma è attivo, determinando una efficacia adeguata.)

  3. passivo (è totalmente l’altro che fa il match, e   questo si limita ad attaccare rispondendo o reagendo agli attacchi)

  4. attaccante diretto (con finte o di “acchito” porta   pericolosi attacchi in prima battuta)

  5. attaccante indiretto (con finte, colpi di   alleggerimento, invitando, induce l’azione dell’avversario che sfrutta poi   come inizio, per attaccare con efficacia)

      

In fase difensiva possiamo distinguere i vari aspetti:

  1. incassatore (dotato di una buona chiusura, lascia   scaricare la forza dell’avversario sui colpi, che ne provocano   l’affaticamento)

  2. bloccatore (dotato di un buon colpo d’occhio e   riflessi, blocca i colpi avversari, controllandolo)

  3. schivatore (dotato di un buon colpo d’occhio e   riflessi, schiva i colpi avversari con spostamenti totali o sul tronco)

  4. incontrista (dotato di un buon colpo d’occhio e   riflessi, porta i suoi attacchi in sbarramento a quelli avversari, contrando   gli attacchi sul nascere intenzionale e rendendoli quindi vani)

  5. contrattacco (lascia terminare il colpi o l’azione   dell’avversario, per poi sfruttare la miglior posizione e contrattaccando con   efficacia)

Solitamente questi, sono i fattori che si riscontrano e che  caratterizzano gli atleti… quelli che potrebbero risaltare più all’occhio  nell’osservazione del match, fino dal primo round.

            

Analizziamo adesso i requisiti che l’atleta dovrebbe  possedere per perseguire l’obiettivo (vittoria) in un incontro: (VEDI: Obiettivi e motivazione )

Possiamo quindi notare e affermare senza ombra di dubbio che  durante un incontro, ben figurano i requisiti fisici, tecnico-tattici e  psicologici, dove solo la carenza di uno, sfaserebbe sicuramente tutti gli  altri:

Pensiamo per esempio ad un match in cui un atleta stia  dominando, e dopo pochi e continui scambi… notiamo che l’avversario  cambia la  strategia di combattimento, riuscendo a rendere vano da quel momento in poi, la  maggioranza degli attacchi dell’altro… Vi è mai capitato di vederlo? Sicuramente  si… Ma questo sarebbe stato difficile da attuare, senza una buona e nuova  tattica di combattimento azzeccata, per riuscire a capovolgere o ammortizzare la  situazione del match… Senza contare l’importanza del piano fisico, dove la  carenza di qualche qualità potrebbe determinare una tattica si giusta, ma che in  mancanza di “fisicità”, sicuramente inefficiente.

E che dire allora del piano psicologico?

I primi due punti sarebbero del tutto inutili senza quest’ultimo  requisito. Non è da tutti avere la capacità di stringere i denti, essere pronti  a soffrire (se ce n’è bisogno)  non lasciarsi abbattere psicologicamente da una  iniziale situazione sfavorevole e quindi tentare di riuscire a risolvere i  problemi che si sono presentati.

    

Tentando di addentrandoci ancora più nello specifico, e  analizzando i punti precedentemente trattati,  possiamo esaminare ed elencare i  vari “vincoli” che caratterizzano il combattimento:

VINCOLI TECNICO-TATTICI

  1. numero di colpi per ogni scambio

  2. colpi netti

  3. predominanza di colpi al viso

  4. ottimizzazione   del contrattacco

  5. ottimizzazione dell’anticipo

  6. posizione di guardia alta, ed ermetica

VINCOLI ENERGETICI

  1. durata dello scambio

  2. durata del tempo di attesa

  3. natura dell’attesa: recupero attivo

  4. aumento del numero di scambi

  5. durata totale dello sforzo

  6. durata delle pause: recupero passivo

  7. rapporto tempo sforzo / tempo pausa

VINCOLI MUSCOLARI

  1. importanza del tipo di azione muscolare

  2. carattere esplosivo (vedi:     Metodi per lo sviluppo della forza muscolare e   La potenza   muscolare)

  3. mobilità del busto

  4. mobilità articolazioni (vedi:   Stretching )  

  5. ottimizzazione della velocità

  6. potenza (KO – KD) (vedi:   Allenamento per la   forza )

  7. spostamento del peso del corpo attraverso combinazioni   di azioni muscolari

VINCOLI PSICOLOGICI (vedi: La  psicologia dello sport attuata come parte integrante dell’allenamento del  kickboxer )

  1. importanza della motivazione

  2. qualità di combattente

  3. capacità di soffrire

  4. ansia da prestazione (vedi:     Il training autogeno )

  5. capacità di mantenere concentrazione continua

Solamente analizzando e conoscendo almeno questi punti,  possiamo a mio avviso tentare di capire e magari determinare quando un incontro  è stato vinto, perso o se il giudizio è sul filo del rasoio e i giudici dovranno  attenersi ad esprimere una preferenza, anche sull’apprezzamento di questi   canoni di valutazione.

         

In breve possiamo dire che, per guadagnare punti sui  cartellini dei giudici, l’atleta dovrà saper :

  1. assestare colpi netti e precisi ai vari bersagli   consentiti

  2. possedere una buona capacità di anticipazione

  3. la ricerca di un attività offensiva

  4. l’organizzazione di un contrattacco subito dopo un   attacco

  5. guardia alta e serrata

  6. una buona mobilità totale (secondo la specialità del   combattimento)

Una volta analizzati gli schemi 1, 2, e i vincoli del  combattimento, il preparatore potrà facilmente individuare e creare il concetto  di preparazione alla gara (vedi: Creare,  sviluppare e pianificare un programma di allenamento per la Kickboxing)  sotto la seguente forma: (vedi: Il peso corporeo  ideale )

Una volta impostata la tabella di allenamento, è molto utile  a distanza di determinati intervalli di tempo dall’inizio della tabella,  sottoporre l’atleta a dei test motori per verificare miglioramenti,  stazionamenti o eventuali regressioni. (vedi: I test motori per  valutare l’efficienza fisica )

Dallo schema sopra, (che sarebbe poi, secondo me, il “succo”  di una preparazione),  possiamo poi individuare gli obiettivi primari e  secondari, e impostare per ciascuno un determinato tipo di lavoro:

Spero con questo mio personale contributo, di aver offerto  almeno alcuni punti di riflessione sull’annosa questione, ma anche fare in modo  da incentivare tutti noi ad una più oggettiva valutazione del match condotto da  un nostro atleta e la comprensione del difficile e delicatissimo lavoro di  valutazione dei giudici.

    

Invito come sempre chiunque fosse veramente interessato ad  ampliare le proprie conoscenze, a non considerare solo un singolo articolo o una  singola opinione, ma ad effettuare proprie ricerche sull’argomento per farsene  una propria, magari cominciando proprio dalla lettura dei numerosi articoli  presenti sul guerriero.it nelle apposite sezioni:

Buon allenamento a tutti

Federico Fragale  (D.T. Scuola Arti Marziali Fragale)

 

Articolo originale su http://www.ilguerriero.it/codinopreatle/pre_atle/sportcombattimento.htm

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