Nozioni generali di difesa personale – Part. 2

In questo breve articolo mi sono permesso di affrontare, come si può vedere dal titolo, nozioni di difesa personale, senza soffermarmi su tematiche specifiche.

Non ho menzionato condizioni di pericolo specifico come aggressioni con armi, rapine, stupri, ma ho cercato di riportare delle linee guida generali per saperne di più su un argomento a mio avviso molto delicato che riguarda tutti.

Andrea Toto
Istruttore presso Fight Zone Association

 

UTILIZZARE UN COMPORTAMENTO ASSERTIVO

Di fronte ad un imminente conflitto verbale o fisico, spesso e volentieri, l’accettazione di un ruolo complementare (“non voglio combattere”) non è sufficiente ad evitare il peggio.

Una cosa però è certa, stabilire una relazione di tipo simmetrico (“sono io il più forte”, “No, sono io”) provocherà una escalation che porterà i due contendenti ad uno scontro certo.

Ognuno di noi possiede un carattere ben preciso che ci contraddistingue .

Per semplificare la cosa cataloghiamo gli individui in tre grandi categorie comportamentali e comunicative:

TIPO PASSIVO: persone portate a “subire” gli altri, non abituate a reagire, a far valere le proprie convinzioni. Di solito dimostrano sottomissione, condiscendenza, non sono propositive. In situazioni poco piacevoli manifesteranno una “resistenza passiva”, comportamento che incoraggerà l’aggressore a perseguire nel suo intento (una donna che, terrorizzata, mostra condiscendenza di fronte al suo stupratore, magari avrà salva la vita, ma certamente non eviterà la violenza).

TIPO AGGRESSIVO: persona non particolarmente incline ai compromessi, che tende a prevalere, a dominare e comandare sulle altre, animata dal desiderio di far valere il proprio punto di vista senza valutare quello altrui. Chi è abituato a questi comportamenti è particolarmente esposto all’eventualità di trovarsi in situazioni poco piacevoli, in particolar modo quando si trova davanti qualcuno più aggressivo. In queste circostanze l’escalation è assicurata, a meno che uno dei due contendenti si ritiri prima, e condurrà certamente ad uno scontro.

TIPO ASSERTIVO: persona ragionevole, in grado di rispettare gli altri facendo comunque valere le proprie convinzioni. Questi individui sanno farsi valere senza però sottomettere gli altri; non aggrediscono, non umiliano e cercano di gestire in modo costruttivo le divergenze. Di fronte a situazioni di emergenza cercano di placare l’escalation mantenendo comunque un atteggiamento fermo e deciso.

 

In una situazione di rischio fisico, adottare un comportamento assertivo ci darà certamente maggiori probabilità di evitare lo scontro e “portare a casa la pelle”.

Nell’impostazione di una corretta difesa, occorre valutare sia le parole, sia i segnali del corpo.

Infatti, alcuni comportamenti comunicativi, sono da evitare assolutamente.

E’ importante ricordarsi sempre che, malgrado non si debba mostrare una passività fisica e comunicativa, ogni reazione deve essere intelligente e realmente utile.

Incattivire il mio opponente non ha senso.

 

 

Dovrò cercare di

1) MANTENERE LA DISTANZA DI SICUREZZA (nei limiti del possibile).

2) MANTENERE UNA CORRETTA POSTURA: stare ben eretto ma non proteso in avanti, mantenere le spalle larghe, essere rilassato ma pronto al movimento.

3) USARE UN TONO DI VOCE PACATO ED UNIFORME: alzare il timbro vocale stimolerà un picco adrenalinico nel mio aggressore aumentando la sua eccitazione. Evitare anche di rallentare la cadenza delle parole, spesso infatti è un’azione interpretata come inizio di un attacco fisico.

4) USARE UN’ESPRESSIONE DEL VISO ATTENTA MA NON ACCIGLIATA, NON MINACCIOSA: se possibile, mostrare uno sguardo sereno, aperto verso l’opponente (cercare di gestire il più possibile la tensione).

5) USARE UN CONTATTO DIRETTO CON L’INTERLOCUTORE: chi ha paura tende ad abbassare lo sguardo. Ricordarsi però di non usare uno sguardo inquisitorio.

6) GESTIRE MA NON IN MANIERA ECCESSIVA: una gestualità usata in maniera intelligente serve per distrarre il malintenzionato e darci un’immagine di tranquillità.

7) SFRUTTARE LA SITUAZIONE A NOSTRO VANTAGGIO CERCANDO UNA VIA DI USCITA: comunicare con l’opponente senza lasciarsi trasportare dal proprio EGO. Saper mettere da parte l’orgoglio per difendere la propria persona o qualcuno in nostra compagnia. Ad esempio: “stavi guardando la mia donna” “si, hai ragione, scusami. L‘avevo scambiata per mia cugina”…

Allo stesso modo, dovrò evitare di:

  • offendere
  • insultare e mortificare
  • alzare la voce
  • essere arrendevole
  • dimostrare paura, sconforto
  • fare male senza portare a termine l’azione

 

Con questi ed altri comportamenti finirei solo con il peggiorare la mia condizione aumentando l’aggressività del mio avversario.

Ovviamente, essere pacati e lucidi di fronte ad un aggressore che ci minaccia, davanti ad uno stupratore o addirittura davanti ad una persona armata non è facile o istintivo. Ci vuole una corretta,  lunga e faticosa formazione.

Un buon addestramento è infatti in grado di farci immagazzinare un comportamento assertivo da utilizzare in molteplici situazioni: dal lavoro ad un contesto di pericolo.

Tuttavia, un’aggressione non è solo un evento violento ma, spesso, è anche molto rapido nella sua evoluzione. A volte non si ha il tempo di parlare ma solo di agire. E’ chiaro quindi che non è sempre possibile proteggersi cercando di dissuadere e calmare l’avversario. In alcuni casi sarà necessario reagire immediatamente pur mantenendo un buon controllo emotivo.

La capacità di improvvisazione è una risorsa fondamentale per cavarsela in situazione difficili.

 

SAPER GESTIRE LA PAURA

Un soggetto in condizioni di particolare stress o tensione emotiva, di fronte ad una improvvisa e forte paura, attiva quello che viene definito “pensiero emotivo”. In questa fase sono interessate le aree cerebrali del sistema limbico e dell’amigdala che danno risposte comportamentali immediate e semi-coscienti (bypassando la neocorteccia) ed offrono una condizione di ipervigilanza.

Questa è una condizione istintiva, orientata verso un’azione immediata, che vede l’individuo “controllato dalle emozioni”.

La paura è una condizione naturale, per questo è importante accettarla e imparare a gestirla.

Saper controllare la propria paura è più importante che possedere un vasto back ground tecnico nelle arti marziali e discipline di combattimento.

E’ riportato che molti atleti forti sul ring non sono poi riusciti a difendersi per strada, malgrado avessero di fronte opponenti privi di esperienze marziali.

Questo perché la mancanza di una preparazione nella difesa stradale e l’adrenalina sviluppata in quel momento li ha notevolmente penalizzati, rendendoli incapaci di affrontare la situazione.

Di solito il nostro cervello, in una condizione non abituale come un pericolo improvviso o una situazione repentina non usuale è come se si paralizzasse, se andasse in tilt.

Per questo motivo è importante allenarsi in modo costante sviluppando quella che viene definita una “memoria muscolare” (rafforzamento stimolo-risposta).

Ad esempio: una volta imparato ad andare in bicicletta, non lo si dimentica più, anche se non si dovesse montare in sella per anni.  

Questo perché il mio cervello e i miei muscoli hanno registrato e memorizzato tali movimenti.

E sono pronti a riprendere tutte le informazioni e le connessioni dimenticate, una volta che si ristabiliscono le stesse condizioni esterne.

Farsi travolgere dalla paura, per strada, può voler dire perdere ancor prima di cominciare.

Un buon corso di arti marziali prepara gli studenti simulando situazioni pericolose e sottoponendo i ragazzi a condizioni di stress; non vanno ovviamente tralasciate la preparazione fisica e la cura di un ampio bagaglio tecnico.

Saper utilizzare, con cognizione di causa, il proprio corpo in condizioni di stress estremo è fondamentale ai fini di una buona difesa personale.

 

 

Riferimenti

Per continuare ad utilizzare questo sito, devi accettare l'uso dei cookies. Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi